COME UN FULMINE

Come sfere di fuoco che si formano improvvisamente nell’aria carica di elettricità, durante i violenti temporali estivi, unitamente alla chimica… era stato come una saetta che le aveva riattivato il cuore.

Come un fulmine a ciel sereno si era abbattuto sulla sua vita e con la stessa velocità si era dissolto.

Il primo colpo di defibrillatore era arrivato però ben dieci mesi prima, sempre all’improvviso, sempre dalla stessa città del sud.

Una scarica di un’intensità tale da far ricominciare a battere il suo cuore … per poi fermarlo definitivamente quando lui, dopo averle trasmesso belle parole ed intense emozioni, era sparito, preferendole un’altra.

I primi ed unici incontri erano stati travolgenti e lei, complice la comune capacità di riportare emozioni con la scrittura, era passata dal “Non me ne può fregar di meno” a “È l’uomo della mia vita” in poche settimane.

Ed ecco che la sofferenza ed ingordigia emotive avevano fatto riemergere le credenze educative che le erano state inculcate e riacceso comportamenti e schemi di difesa autodistruttivi.

Secondo i modelli tradizionali che le erano stati trasmessi, in un rapporto poteva esistere solo un tipo di comportamento, nessuna sfiducia iniziale o titubanza potevano essere tollerati e nessuna tempistica differente ammessa.

Il fatto che non si fosse comportato secondo le sue aspettative non poteva essere accettato, anche perché aveva riaperto vecchie cicatrici, quali il senso di inadeguatezza, la paura del rifiuto, dell’abbandono.

Il suo ego non aveva neanche preso in considerazione l’idea che anche lui potesse essere stato a suo tempo ferito portandolo ad erigere muri attorno a se.

Le sue stesse istintive reazioni potevano essere state delle frecce mortali per un’anima già in pena.

Così decise di assumersi le responsabilità di quel fallimento.

Dopo la saetta estiva, negli ultimi mesi, aveva rallentato e prestato attenzione al proprio comportamento, con intenzione e senza giudicare.

Era riuscita a conoscere e comprendere se stessa in modo più concreto, eliminando le credenze ancora radicate in lei, raggiungendo un buon equilibrio sia in ambito lavorativo che nella sfera famigliare, con i suoi figli.

Ora sapeva chi era e cosa voleva, tutto era chiaro e le sue giornate erano pervase da calma e serenità.

Ed ora rieccolo.

Era tornato, di nuovo, come una folgore, facendole riassaporare il suo calore, profondo ed avvolgente.

Lei non voleva vivere di rimpianti, e senza troppe recriminazioni aveva accettato di rivederlo, malgrado tutto.

Come dieci mesi prima fu un mix di passione e dolcezza, scintille di estasi ed oasi di serenità, eccitazione e senso di protezione… e come allora… come una saetta svanì.

Ma questa volta non si è lasciata destabilizzare.

Non importa se non le ha dato una data certa in cui si sarebbero rincontrati, lei era sicura che l’avrebbe rivisto!

Non importa se non le ha dato rassicurazioni sui suoi sentimenti, lei li aveva percepiti!

Riusciva ad essere felice anche solo per quell’unico ma intenso incontro, erano tante e troppo forti le sensazioni che aveva sentito e si cullava nel loro vivo ricordo.

Ora sa distinguere i lampi dai fulmini globulari, e sa come si formano, improvvisamente, nell’aria carica di elettricità, durante i violenti temporali, unitamente alla chimica… aspetterà il prossimo temporale.

Un abbraccio

Dany

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *