ACCETTAZIONE
Le avevano insegnato fin dalla tenera età che ogni cosa doveva essere “meritata”.
Anche da adulta il suo percorso l’aveva portata a partecipare a corsi motivazionali in cui veniva esaltata la determinazione nel raggiungere l’obiettivo
Non mollare mai, se vuoi puoi, volere è potere.
Combattere, insistere, pressare era il suo mantra.
Quando si convinceva che quella era la sua strada la percorreva come in un limbo, occhi sull’oggetto del suo desiderio, quasi insensibile alle altre situazioni ed all’umanità dentro cui si muoveva.
Ma, ahimè, la realtà si era spesso definita secondo una sua volontà.
Inutile per lei ostinarsi. Si rese conto che le situazioni in cui si era impegnata di più si erano trasformate in totali disastri.
Gli ostacoli e le difficoltà erano gli strumenti utilizzati dalla vita per farle capire che quello non era il suo percorso, e più insisteva nella direzione sbagliata più questi diventavano insormontabili e sfiancanti.
Come se la vita le volesse insegnare chi comandava.
Come se la lezione che doveva imparare era a “lasciar andare”, che era molto diverso dal rassegnarsi.
Significava arrendersi, anche se a qualcosa di più grande e potente, ma comunque arrendersi.
Il fatto che potesse incolpare una forza maggiore le rendeva più lieve il fallimento perché lei aveva dato tutta se stessa e la non riuscita non era dipesa dalla sua volontà.
Aveva capito che l’evolversi in positivo o negativo delle situazioni che viveva non dipendeva solo da lei ma vi influivano anche fattori esterni, altrui volontà, e quando queste erano opposte alle sue, inutile insistere.
Quando un rapporto era conflittuale, rimaneva conflittuale, non si trasformava in una situazione sana solo perché lei lo voleva con tutta se stessa.
Così decise di “lasciar andare”, di accettare serenamente quello che la vita le proponeva, gli ostacoli, le deviazioni, sicura che il suo destino avrebbe trovato il modo di raggiungerla.
Era stanca di lottare in ogni ambito, lavorativo, relazionale, sentimentale, intellettuale.
Era veramente molto stanca.
Ora ambiva ad avere quello che una volta le sarebbe sembrato banale e monotono, serenità e semplicità.
Ora ne era certa. Quello che le era destinato sarebbe arrivato spontaneamente, senza richiederele tutti quegli sforzi estenuanti, senza torture, senza lotte e discussioni, così, semplicemente.
Perché il destino quando arriva, arriva.
Un abbraccio
Dany




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