A COSA PENSI?

Era stata subito estasi, fin dalla prima volta, e dopo aver fatto l’amore le aveva chiesto “A cosa pensi?”.

Forse si innamorò di lui proprio in quel momento!

Né il suo ex marito né il suo ex compagno si erano mai preoccupati dei suoi pensieri, e quella domanda l’aveva spiazzata.

Esternare emozioni e sentimenti non era il suo forte, quindi si nascose dietro al classico “A niente”.

Ma quell’interrogativo tornò spesso a bussare alla sua testa ed iniziò a chiedersi se fosse quella l’intimità che voleva e non aveva mai avuto.

Una vera connessione tra anime e menti.

Ma quando le fu chiaro, ormai lui si era già allontanato, ed il senso di abbandono e rifiuto la fecero ricadere nei soliti atteggiamenti auto sabotanti da cui credeva di poter trarre conforto.

Quando lo rivide, dopo parecchi mesi, capì che era lui quello che voleva, con le sue stesse paure, gli stessi tormenti ed incertezze… ma alla domanda “A cosa pensi?”, in quell’attimo di incanto che non volle rovinare, la sua risposta fu nuovamente “A niente!”.

Avrebbe voluto confidargli la sua felicità, il senso di abbandono e protezione che provava tra le sue braccia, l’estasi, la connessione mentale che percepiva, voleva dirgli che il suo cuore batteva all’impazzata, incontrollabile, anche solo per un suo messaggio, e del sorriso che sorgeva sul suo viso ogni qual volta i suoi pensieri ricadevano su di lui, sempre.

Avrebbe voluto confidargli che tutte quelle emozioni la intimorivano e voleva dominarle, ma non riusciva nel suo intento, e questa mancanza di controllo la terrorizzava.

Ma forse tutto questo l’avrebbe spaventato, o meglio, ci sarebbe voluto un gran coraggio per esporsi totalmente e rendersi vulnerabile. Così, vigliaccamente, tenne nuovamente i suoi pensieri per se, facendogli percepire solo le sue paure.

Pensava che avrebbe avuto il tempo di raccogliere ed analizzare le sue emozioni, anche perché le insicurezze si facevano vive dopo, quando lui non c’era, quando si negava.

Era in quei momenti che il suo vissuto, come un fantasma, tornava insistentemente a minare le sue certezze.

Era in quei momenti che avrebbe voluto che lui le rifacesse quella domanda “A cosa pensi?”.

E lei gli avrebbe parlato di quando, pur essendo in coppia, aveva dovuto affrontare tutto da sola. Di quando aveva dovuto risolvere anche i problemi che l’altro le creava. Di come avesse dovuto continuamente stare all’erta e vigilare… di come fosse difficile per lei potersi nuovamente fidare.

Avrebbe voluto che lui le dimostrasse di essere diverso, dandole la possibilità di lasciarsi andare. Ma non lo fece, e lei dovette combattere le sue convinzioni limitanti da sola.

Lui stesso non sapeva quello che voleva e stava combattendo le sue battaglie.

Non avrebbe potuto aiutarla.

Cercando le parole per esprimere ciò che sentiva aveva trovato i suoi pensieri, le sue emozioni.

E quando ebbe ritrovato anche il suo equilibrio, lui ritornò, riportando tutte quelle belle sensazioni, quel batticuore.

Decise allora che questa volta sarebbe stato tutto diverso. Disse chiaramente quello che desiderava “un buon amico” con cui condividere tempo ed emozioni.

Ma come temuto… lui si spaventò!

Non era ancora pronto, oppure lei aveva proiettato su di lui la sua idea di amore, sbagliando.

Malgrado la pazienza, le rassicurazioni su quello che provava nei suoi confronti, lui si era chiuso più volte quando aveva cercato di avvicinarsi troppo.

Il riaffiorare delle insicurezze e gli atteggiamenti di auto difesa accesero la gelosia, e crescendo, questa, le fece commettere l’errore di pretendere l’intimità e la sincerità che voleva, facendole oltrepassare il limite, e lui chiuse ogni comunicazione.

Ora sa che aveva interpretato, a seconda dei suoi desideri, i segni del destino.

Non era lui “il suo migliore amico”… neanche si era mai confidato o aveva cercato quell’intimità e complicità che stava alla base di un’amicizia.

Eppure lei si vede ancora con lui.

Si immagina con lui sul dondolo , ognuno con il proprio libro, in silenzio, con il solo cinguettio degli uccellini a distrarre la loro concentrazione.

Si vede con lui a cena mentre si raccontano la loro giornata, sul divano accoccolati guardando un film.

E soprattutto si immagina a cavallo della sua moto, sempre insieme, vento sul viso e tra i capelli, cuore che batte forte,  ad esplorare il mondo e le loro emozioni.

Saranno migliori amici.

Niente e nessuno poteva impedirle di sognare.

Un abbraccio

Dany

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