L’INSEGNAMENTO
L’insegnamento è la trasmissione di conoscenze e di esperienze con cui si istruisce qualcuno in una disciplina o, più in generale, si forniscono stimoli alla crescita psicologica e intellettuale della persona.
Come recita un vecchio proverbio: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.”.
Nella radice della parola “insegnare” si trova “insignàre”, che in latino vuol dire “imprimere, fissare, segnare”. Quando si insegna qualcosa a qualcuno, infatti, gli “imprimiamo” una nuova conoscenza, che potrà decidere se usare o meno nella sua vita . L’insegnamento deve essere tale da far percepire ciò che viene offerto come un dono prezioso, e non come un dovere imposto.
L’insegnamento nella nostra cultura si manifesta sotto forma di modelli, di “esempi di comportamento” a cui possiamo attenerci per perseguire una giusta moralità.
Si educa con quel che si dice, ancor di più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è.
Per insegnare è necessaria l’umiltà! Non dobbiamo farci saccenti davanti agli altri ma avere il dono di ascoltare chi c’é intorno. E’ un processo doppio: qualcuno insegna e qualcuno impara, ma alla fine avviene una crescita per tutti.
I genitori insegnano ai propri figli, ma questi ultimi a volte insegnano ai genitori.
I maestri insegnano agli allievi, ma anche gli allievi possono insegnare ai propri docenti.
Riuscire a cogliere diversi punti di vista rispetto al nostro è certamente recepire insegnamento.
Papa Francesco ha detto “Se un insegnante non è aperto ad imparare non è un buon insegnante, e non è nemmeno interessante. I Ragazzi lo capiscono, hanno fiuto, e sono attratti dai professori che hanno un pensiero aperto, incompiuto, che cercano un di più, e così contagiano questo atteggiamento agli studenti.”
Daniel Pennac, scrittore francese scriveva “Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia.
Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia.”
“Tutti coloro che si occupano di insegnamento dovrebbero ricordare continuamente l’antico motto latino «ludendo docere», cioè «insegnare divertendo».
Se si riesce infatti a inserire l’aspetto del «gioco» (nel senso dell’«interesse») eccitando così le motivazioni individuali e accendendo i cervelli, si riesce a moltiplicare in modo altissimo l’efficienza dell’informazione, dell’insegnamento, della comunicazione. Perché l’interessato «ci sta». È stimolato, partecipa, ricorda. E impara…”
(Piero Angela)
“Per insegnare bisogna emozionare. Molti però pensano ancora che se ti diverti non impari.”
(Maria Montessori)
Le esperienze della vita sono il miglior insegnamento, siano esse positive o negative e rimangono nelle nostri menti per ricordarci quello che è stato, e se usate a nostro vantaggio, possono rappresentare delle opportunità per ciò che sarà.
Spetta solo a noi decidere se l’insegnamento che è derivato dall’esperienza rappresenta un’opportunità o una catena che ci tiene legati alla paura e all’immobilismo mentale e fisico.
La decisione di come e se farne uso, spetta sempre a noi.
“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile: prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione”.
(O. Wilde)
La vita è insegnamento. Tuttavia una stessa esperienza può essere interpretata in modo diverso da ognuno di noi a seconda di quello che scegliamo di vedere o di apprendere.
Inizialmente, gli insegnamenti ci vengono trasmessi sotto forma di carezze, ma poi possono arrivare pugni e montanti quando ignoriamo la lezione che la vita ci vuole trasmettere.
Non esistono fatti o persone negative, ma solo proiezioni di quello che abbiamo dentro.
Le persone che incontriamo sono il nostro specchio, così come le situazioni in cui ci troviamo sono una nostra creazione.
Possiamo trarre grandi vantaggi da ogni accadimento se solo restiamo con mente, cuore e volontà aperti e una volta fatto nostro un insegnamento, questo, attraverso di noi, giungerà a tutte le persone che frequentiamo.
Un abbraccio






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