OSSESSIONE UOMO, NO GRAZIE, MEGLIO SENZA

 

Quarantacinque anni, di cui, più della metà, dedicati a quella che credeva la sua Missione: “compiacere l’uomo che amava in modo che lui la apprezzasse, accettasse e quindi la amasse”.

Che Missione, direte voi, eppure lei ha vissuto la maggior parte della sua vita pensando che sarebbe stata felice solamente rendendo felice LUI.

Sarà stata l’educazione un po’ antiquata che ha ricevuto, sarà stato intrinseco nel suo DNA, sarà stata la sua vena romantica troppo accentuata, sarà stata la sua indole da crocerossina e salvatrice del mondo. Probabilmente l’insieme di tutte queste sue caratteristiche, che ha sempre ritenuto indispensabili e necessarie in una donna, l’hanno portata ad un TOTALE FALLIMENTO nelle relazioni con il sesso opposto.

Ha sempre incolpato il destino, la sfortuna, gli eventi avversi, gli uomini con cui si era relazionata, vivendo insoddisfatta e rancorosa.

Avendo un basso livello di autostima ed essendosi lasciata condizionare dalla convinzione limitante che una donna traesse  massima soddisfazione nella vita dalle relazioni interpersonali, in modo particolare dalla relazione di coppia, convinzione  ereditata dall’educazione rurale che le era stata trasmessa basata sulla gestione patriarcale della famiglia, la maggior parte dei suoi pensieri e delle sue azioni avevano come fine il compiacimento del suo LUI.

Perché era l’unico esempio di vita che gli era stato offerto, che aveva appreso, e credeva fosse anche l’unico.

La realizzazione della donna poteva avvenire solo se questa era in grado di diventare una buona moglie ed una brava madre, adeguandosi, sopportando e soffocando ogni altro desiderio od attitudine potesse ritenere più soddisfacente per se stessa.

La verità è che la paura di non essere in grado di realizzare quest’aspettativa si è puntualmente materializzata in sconfitta.

Forse anche perché non era questa la sua MISSIONE, ma lei non lo sapeva. Credeva che la società ed i suoi cari si aspettassero quello che aveva percepito come uno standard di vita a cui non si poteva sottrarre.

Aspettative, questa è la parola chiave del suo continuo errare. Aspettative che non voleva deludere ed aspettative che lei stessa creava e di conseguenza, quando il suo LUI non riusciva a soddisfare, la deludevano.

Ma cos’è questa OSSESSIONE per gli uomini? Perché la maggior parte di  noi donne pensa che la nostra felicità debba dipendere principalmente da loro?

Questo libro è nato soprattutto come analisi introspettiva perché ad un certo punto della sua vita  ha sentito la necessità di capire dove sbagliava nelle sue relazioni.

Non che fino ai quarantacinque anni avesse avuto molte storie importanti, solo due, ma essendosi dedicata ad esse con anima e corpo, secondo il suo punto di vista,  il fallimento di  entrambe l’hanno spinta ad analizzarle meglio sperando di capire ed evitare di fare gli stessi errori in futuro.

L’uomo, la sua Ossessione. Il soggetto da studiare per poter realizzare le aspettative che lei sentiva come degli obblighi a cui non poteva sottrarsi, e che doveva assolutamente soddisfare per poter essere accettata.

Mai restare “zitella”, non era uno status positivo riconosciuto dalla Società. Se una donna non era in grado di avere un uomo al suo fianco sicuramente non possedeva delle grandi qualità, dicevano. Qualche motivo doveva esistere. Quale difetto poteva avere? Non era accettabile che una donna non potesse sopportare la presenza di un uomo accanto a lei!

Prosegue con il prossimo articolo

 

Un abbraccio

Dany

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